Il Giubileo dei Giovani: Papa Leone XIV apre le braccia a una generazione che chiede ascolto e speranza di Massimo Maiorano
In un mondo attraversato da incertezze e trasformazioni rapide, il Giubileo dei Giovani si impone come un faro di speranza, con Papa Leone XIV che abbraccia le nuove generazioni con parole semplici, profonde e autentiche. Come ricorda Padre Enzo Fortunato sul Sole 24 Ore, i giovani “non sono vasi da riempire ma fiaccole da accendere” – ed è proprio in questa luce che il Pontefice ha voluto rivolgersi a loro, scegliendo la via dell’ascolto, del dialogo e della fiducia.
Con oltre 500.000 giovani attesi a Roma da 146 Paesi e migliaia di parrocchie, scuole e siti coinvolti, il Giubileo non è solo un evento spirituale: è un atto di riconoscimento, un gesto concreto di vicinanza di una Chiesa che non ha paura e che sa rinnovarsi attraverso l’entusiasmo delle nuove generazioni.
Papa Leone ha scelto fin dal primo giorno del suo pontificato di dedicare attenzione alle vocazioni e ai giovani, incoraggiando ciascuno a scoprire la propria chiamata, senza timori né formalismi. Le sue parole – “la speranza non delude” – sono diventate un invito a non arrendersi, a credere in un futuro diverso, da costruire insieme.
Un forte segnale arriva anche dall’incontro intergenerazionale della Veglia del 2 agosto e dalla Messa conclusiva del 3 agosto, che il Papa presiederà personalmente. Un gesto di prossimità che conferma il suo stile pastorale inclusivo, capace di rispondere con concretezza e cuore alle domande dei ragazzi di oggi.
Nel solco tracciato da Papa Francesco, Leone XIV prosegue il cammino con uno stile nuovo ma fedele allo spirito del Vangelo: una Chiesa che ascolta, che accoglie e che accompagna, con la convinzione che i giovani non sono solo il futuro, ma il presente più vitale e necessario della comunità umana e spirituale.