LA LETTERATURA COME STRUMENTO DI TRASFORMAZIONE INTERIORE.
Vogliamo scrivere brevemente di Letteratura e del suo cuore: la formazione interiore dell’uomo. Cominciamo con una semplice domanda:
Parlare di letteratura, di che cosa si parla? Di romanzi e poesie. Certamente. E quanti li leggono? Una piccola percentuale in rapporto a tutta la popolazione. Giustamente possiamo chiederci: e gli altri? Se prendiamo noi stessi dentro i venti anni, quanti romanzi o silloge abbiamo letto? e quali? Per questo riporto un rigo che condivido appieno: “La letteratura è l’insieme delle opere scritte o orali che, attraverso il linguaggio, esprimono idee, emozioni, esperienze e visioni del mondo. Non comprende soltanto romanzi o poesie, ma anche racconti, saggi, drammi, miti e leggende”.
Il significato di questa affermazione è che tutti quelli che frequentano una scuola sono dentro la presenza della letteratura e del suo compito nella formazione dell’uomo. Essa ha accompagnato l’alunno umano da sempre, all’inizio con i poemi dell’universale cosmogonico, e poi con la sua apertura al sociale e negli ultimi secoli progressivamente è passata al pensiero intimo del singolo individuo.
Oggi La mia casa sono i libri. Dove passo il mio tempo è una stanza fatta di libri. Scrivo da quando avevo sedici anni e portavo con me i miei manoscritti dovunque andavo. Questo fatto mi ha portato a sentirmi molto vicino a Giulio Cesare. Davanti ad Alessandria si gettò in mare, correndo il più grave pericolo della sua vita , e nell’acqua, mentre le frecce lo bersagliavano, in una mano teneva il mantello di porpora e nell’altra il pacco dei suoi manoscritti.
Amo il poema di Gilgamesh che mi ha fatto scoprire il metodo di ricerca che è alla base di tutta la cultura umana. Amo l’Iliade, che leggo anche ora, dove, nella notte della visita di Priamo ad Achille, vi trovo l‘atto umano che più si avvicina al gesto eucaristico di Gesù Cristo. Amo il Vangelo di Marco, che mi ha comunicato la vera essenza dell’uomo Gesù Cristo e la sua scoperta dell’identità spirituale. E per brevità ricordo le “Lezioni Americane” di Italo Calvino, dove ho trovato che la letteratura percorre i processi evolutivi della nostra identità umana.
Forse non è sbagliato pensare che la letteratura sta prendendo il posto della religione. Presa nelle sue molteplici forme, porta le persone a una conoscenza di sé e delle varie visioni del mondo, dà i parametri per una educazione emotiva e morale, conserva la memoria e i riti sacri del passato.
E conduce verso una maturazione interiore
MA…
E’ tutto per la verità e la conoscenza di sé, e la formazione dell’essere umano? La letteratura? Fëdor Dostoevskij, Edgar Allan Poe, e Robert Louis Stevenson ci avevano avvisati, indagando proprio “il sottosuolo” dell’esistenza umana, prima ancora della venuta di Freud, e naturalmente prima dell’apparire nel 1925 del “Mein Kampf”, considerato uno dei bestseller del XX secolo. Nello scritto umano si nasconde tutto l’uomo, e nelle sue opere vi è pure il viaggio perverso dell’uomo verso la sua distruzione. La banalità e la falsità vi si annidano nel costruire individui umani dipendenti e servi.
E oggi dove va la letteratura? Voglio trovarvi la risposta in un piccolo aneddoto di questi giorni di agosto.
Sto con Alessandro, il mio nipotino di tre anni e sette mesi. Gli chiedo un racconto. Riporto le sue precise parole.
“C’era una volta Batman e andava in giro, Cercava i coniglietti. Camminò, camminò e arriva a una casa. Che bella questa Casa!
Arrivano i sette nani. Hanno detto: Batman vuoi venire con noi? Grazie. Non c’è di che.
Camminò tra gli alberi e trovarono Cappuccetto Rosso. Mangiò pane e si addormentò. Su, un’altra stanza, per i piccoli. E felici e contenti. E’ finita la storia”.
Questo bambino, il giorno dopo, osservava il mio fisioterapista nel fare il suo lavoro. Improvvisamente chiede:” Che cos’è la vita?” Risponde Lui, il sig. Vittorio: “ E’ il dono più grande che il Signore ha fatto all’uomo”. E Lui, tre anni e sette mesi: “ E’ un dare la mano”. Sono molto felice di questa definizione. Rivela l’essenza della letteratura: il darsi la mano, scrittore e lettore, nel percorso della vita.
Ferdinando Gasparini
